Agghiacciante: la sesta estinzione di massa.

 

Possibile che non si riesca a fermare questo assurdo e irrazionale processo di distruzione del nostro Pianeta?
Ma voi non vi arrabbiate?

Sta avvenendo a velocità sostenuta la progressiva e agghiacciante estinzione di massa, è la sesta della Terra. Le aree tropicali sono quelle dove la fauna sta scomparendo di più, in Africa soprattutto, ma anche in Australia, Asia e Europa. Si sta distruggendo il “sistema di supporto vitale da cui la nostra civiltà è totalmente dipendente per il cibo, molti prodotti industriali, e un ambiente vivibile”.

Bisogna SUBITO ridurre l’inquinamento, limitare lo sfruttamento delle risorse, vietare i traffici delle specie in estinzione, assicurare la biodiversità ai popoli poveri. CI VUOLE IMPEGNO INTERNAZIONALE.

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Gerardo Ceballos, coordinatore della ricerca sul fenomeno afferma che: “il cambiamento climatico sta aggravando la situazione” e per fare qualcosa “rimane una piccola finestra di tempo, che si sta chiudendo rapidamente“. Il rischio è di rimanere i soli sulla Terra.

Dall’inizio del secolo scorso a un paio di anni fa il numero degli animali si è ridotto della metà. Grandi vertebrati come elefanti, giraffe, rinoceronti, oranghi sono, tristemente, sempre meno. Ne paga le conseguenze tutto l’ecosistema, dopo 65 milioni di anni dalla scomparsa dei dinosauri stiamo assistendo alla sesta estinzione di massa.
(Leggere queste parole a me fa paura e nello stesso tempo mi fa piangere).
Uno studio dell’università di Stanford e dell’Università nazionale autonoma del Messico, pubblicato sulla rivista scientifica Pnas, sta tentando di quantificare le dimensioni del terribile fenomeno per cui si sono già estinti il 50% degli esemplari, in media due all’anno. È il caso di un pesce di acqua dolce, di un pipistrello di un’isola, il pinguino imperatore rischia di scomparire entro 80 anni. Stanno abbandonando le loro terre di sempre il ghepardo, l’elefante e il leone africano, il rinoceronte nero, l’orangotango del Borneo e quello di Sumatra.
(Piango).

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Sembrerebbe che il pianeta stia attraversando una perdita di biodiversità, ma i ricercatori, analizzando decine di migliaia di specie, sono giunti alla conclusione che il calo è vertiginoso anche per le specie a basso rischio estinzione.
(Maledetto egoismo umano).
Più del 30% dei vertebrati sta diminuendo ed è distribuito in aree geografiche sempre meno vaste, tutti i 177 mammiferi studiati sono nel 30% in meno delle aree che popolavano.
Questo è il preludio alla scomparsa di molte più specie e al declino di sistemi naturali che hanno reso possibile la nostra civiltà“, affermano i ricercatori. Il futuro sarà complicato per l’aumento dell’inquinamento, della sovrappopolazione umana e del cambiamento climatico.

Unico spiraglio: “Dato che a trainare questa moria sono le attività umane, possiamo fare molto per minimizzare il nostro impatto e quindi le proporzioni del fenomeno”. Non possiamo crescere in maniera infinita dove tutto ha il carattere di finitezza.

Penso che ogni giorno, ognuno di noi, nel proprio piccolo, nei ripetitivi gesti quotidiani abbia il dovere di effettuare delle scelte che eticamente possano portare a una progressiva rieducazione globale.


In questa pagina ho pubblicato le opere che ho dedicato agli animali selvatici.


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