Se gli animali si emozionano

A volte guardo il mio Maus e noto che a seconda della situazione la sua espressione cambia: a volte ride, altre è come se avesse un punto di domanda sulla fronte, oppure ha un’espressione annoiata molto spesso preoccupata. Poi mi dico che è solo una mia proiezione. Invece è proprio così!

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa ha condotto uno studio sul comportamento degli animali dal quale ha dimostrato che, mentre si pensava che fosse una caratteristica solo degli esseri umani, gli animali sono in grado di provare emozioni e condividerle con noi. Come accade per noi, i cani sono in grado di subire il contagio emotivo dalla mimica facciale di un loro simile soprattutto se amico e la reazione avviene in meno di un secondo.
La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista inglese Royal Society Open Science, dimostra che il comportamento dei cani durante il gioco riguarda sia la mimica facciale, la posizione della bocca per esempio, sia quella del corpo nel classico (e simpatico) inchino giocoso.



“La risposta involontaria del cane alla gestualità facciale e corporea di un proprio simile esiste ed è rapida quanto quella umana – spiega Elisabetta Palagi, etologa al Museo di Storia naturale – ma non solo: le sessioni di gioco in cui la mimica facciale e corporea erano più frequenti erano anche quelle di maggior durata e se a giocare erano cani ‘amici’ la mimica facciale era ancora più marcata. La capacità di leggere attraverso il corpo e il muso le emozioni altrui e di rispondere in modo appropriato è alla base dell’evoluzione del comportamento prosociale e dell’altruismo, alla base cioè di quei comportamenti che vengono catalogati come empatici”.

Nella ricerca sono stati filmati 49 cani in un totale di 50 ore di video che ha portato alla conclusione che: “Ancora una volta potremmo trovarci di fronte alla scoperta che siamo più simili ad altri animali sociali di quanto non vorremmo credere e numerosi sono i potenziali sviluppi di questo studio”.

“In futuro – conclude – speriamo di poter studiare la mimica anche nel lupo, per capire quanto questo fenomeno sia frutto del processo di domesticazione o sia invece radicato nell’evoluzione della comunicazione emotiva dei carnivori sociali. Se così fosse si aprirebbero infinite linee di ricerca e di sicuro le risposte potrebbero farci scoprire molto sulla capacità di condivisione delle emozioni negli altri animali, oltre che sulle nostre”.
Ma attenzione perché anche i maiali provano emozioni, una ricerca americana ha appurato infatti che sono soggetti a depressione se non hanno modo di giocare e interagire con i propri simili. Un maiale isolato privo di stimoli mentali e fisici può addirittura favorire la comparsa di malattie. Proprio come per noi!
In ragione di questi studi in Germania gli allevatori sono stati invitati a “coccolare” i loro maiali per almeno 20 secondi al giorno e dare loro dei giocattoli per far sì che non litighino tra loro.
Ancora: uno studio sui corvi ne ha dimostrato la capacità di produrre strumenti!
La ricerca della Oxford University svolta su due uccelli (maschio e femmina), ai quali sono stati messi a disposizione due cavi uno dritto e uno a uncino, per estrarre un pezzo di carne da un tubo. Entrambi hanno scelto quello a uncino e quando la femmina ha avuto a disposizione solo quello dritto ha imparato a curvarlo con il becco. L’esperimento ripetuto ha dato sempre lo stesso risultato.
Altri esperimenti svolti su un pappagallo africano ne hanno evidenziato la capacità di identificare oggetti per colore e differenza.
Orango e delfini hanno consapevolezza del sé, sono in grado infatti di riconoscersi in uno specchio.
Tutti gli animali sono in grado di provare forti emozioni in relazione alla morte o alla separazione dai loro affetti, provano piacere, simpatie e antipatie.
La scoperta nel 1800 di Charles Darwin è che a guidare i comportamenti di mammiferi e uccelli non è solo l’istinto o le capacità mnemoniche, ma anche l’emotività, la sensibilità e gli stati d’animo che sono in grado di provare come gioia, felicità, tristezza, rabbia, paura e sorpresa fino all’imbarazzo.
Gli elefanti come gli uccelli provano dispiacere, le pecore riconoscono i volti umani. I topi, le galline e i cetacei sono empatici, le scimmie i cani i corvi le tartarughe, i pesci, i polpi soffrono, gioiscono e si arrabbiano.
Mark Bekoff, dell’Università del Colorado, ha studiato per tutta la sua vita le emozioni degli animali e ha dimostrato una fitta corrispondenza emotiva nei loro comportamenti evidenziandone intelligenza e moralità. Gli studi hanno mostrato una struttura cerebrale complementare tra uomo e mammiferi e uccelli anche per ciò che concerne la memoria a lungo termine.
Nel luglio del 2012 inoltre un gruppo internazionale di scienziati ha sancito “La dichiarazione di Cambridge sulla coscienza”, dove si afferma che la maggior parte degli animali è cosciente e consapevole tanto quanto gli esseri umani. Una proclamazione importante per limitare l’utilizzo, l’abuso e l’uccisione degli animali nel consumo di carne e nel loro sfruttamento.

 

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