Peggy & pets: il suo grande amore

L’estate che proprio in questi giorni sta per finire, invitata dalla mia gemella diversa, una sera sono andata alle Serre dei giardini Margherita un bellissimo luogo di incontro e relax. Quella sera proiettavano il film Art Addict, il documentario su Peggy Guggenheim, il ritratto di una personalità forte a sempre in anticipo sui tempi, anticonformista e “scandalosa”.

Una grande donna del secolo passato, Peggy Guggenheim, scopritrice di grandi talenti, ha frequentato e comprato opere dei più grandi artisti delle avanguardie artistiche del ‘900: Mondrian, Jean Cocteau, Vasily Kandinsky, Marcel Duchamp, Constantin Brancusi, viene fotografata da Man Ray, ha conosciuto James Joyce, Ezra Pound, Alexander Calder e Samuel Beckett.
«La mia più grande scoperta artistica? Jackson Pollock» ha detto. Ha aperto gallerie d’arte a Londra nel 1938, Parigi, New York.
«Quando sedevi in un caffé di Parigi in quegli anni respiravi cubismo, surrealismo, dadaismo».
Gli artisti europei dai quali lei acquistava le opere (una al giorno) a quel tempo in America erano considerati spazzatura, «rubbish».

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La sua è stata una vita piena di amori, a iniziare dal padre che si inabissa nell’Oceano Atlantico a poche miglia da New York e da lei che allora ha 13 anni. Una brutta età per perdere il punto di riferimento maschile. L’evento genera in lei un rapporto particolare e quasi morboso con gli uomini della sua vita. «Aborti? Credo di averne avuti sette… perché non eravamo sposati». E a proposito di amore, la confessione: «Ero diventata una specie di ninfomane». «Gli uomini, gli amanti? Mi piacevano alti, bruni, belli, ma quelli che avevo non erano mai così».

Un atteggiamento quasi bulimico nell’amore per gli uomini ma anche per i cani che ne ha avuti tantissimi, li adorava spassionatamente e dava loro nomi singolari: Honk Kong, Baby, Gypsy, Emily, Cappuccino. Quasi tutti erano dei Lhasa.


Il Lhasa Apso o Lhassa Apso è un cane tibetano che ha origini molto antiche, (Lhasa è il nome della città sacra dello Xizang, Apso vuol dire capra, per l’analogia del pelo di questo animale).
Pare che questa razza nasca dall’incrocio tra il Tibetan Terrier e il Tibetan Spaniel. In Tibet questo cane è considerato portatore di pace pare porti fortuna.
Piccolo ma ben proporzionato ha un pelo liscio, pesante ma non segoso che necessita di cure quotidiane. L’abbondante pelo gli fa ben sopportare anche i climi più freddi.
Ce ne sono di color oro, crema e miele, oppure color fumo, nero, in diverse tonalità di marrone ed in bianco e nero. Sfiora i 30 cm di altezza e non supera i 7 kg.
Vivono circa 12-14 anni.
Sono ottimi cani da compagnia, vivaci, allegri, sono determinati, intelligenti e amano la vita domestica.
Ha un carattere diffidente ed è in grado di percepire bene rumori lievi e lontani, nel caso dà l’allarme con la sua caratteristica voce chiara ed acutissima.
Proprio per questa ragione è chiamato in Tibet Apso Seng Kye cioè Cane sentinella, è così  impiegato anche come cane da guardia.



Peggy Guggenheim è vissuta 81 anni, i suoi resti (insieme a quelli di 14 dei suoi cani) sono a Venezia, nel giardino del palazzo(museo) Venier dei Leoni sul Canal Grande, che fu la sua dimora e che accoglie dal 1948, anno in cui fu invitata a partecipare alla Biennale, la sua prestigiosa collezione con opere che vanno dal Cubismo al Surrealismo e all’Espressionismo.

Quando visitò Venezia per la prima volta a metà degli anni ’20, con il suo primo marito, scrisse:
Mi portò a passeggiare per quella città senza cavalli né automobili e in me nacque una passione per essa che doveva durare tutta la vita. Tutto a Venezia è non solo meraviglioso, ma sorprendente.. si è sempre sul punto di perdersi nei vicoli: alla fine si sbuca sul Canal Grande, ma mai dove si vorrebbe”.
All’inizio della sua residenza veneziana, Peggy andava in gondola tutti i giorni per tutto il giorno, quando arrivava l’ora ci saliva con i suoi amatissimi cani mollando qualunque cosa.
Nel giardino di quel suo bel palazzo sul Canal Grande, la si può ancora immaginare felice indossando un paio di occhiali eccentrici ridere con i suoi cani che le corrono intorno.


A descrivere il tempo, le mode e l’anima irrequieta di Peggy c’è un interessante film: Art Addict, di Lisa Immordino Vreeland, uscito nel novembre del 2015. Qui sotto il trailer.


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