Il [grande] cuore di un cane

A fine agosto ho soggiornato qualche giorno in montagna a San Vigilio di Marebbe, sono posti splendidi. In vacanza c’è più tempo per fare tutto ciò che ci piace, anche per leggere. Così, sfogliando una rivista, ho trovato la notizia dell’uscita del film di Laurie Anderson. Quello che mi ha colpito oltre la somiglianza del suo cane con il mio amato Maus, è il fatto che una grande artista come lei abbia deciso di fare un film sull’argomento.

È uscita il 13 settembre 2016, l’ultima fatica artistica della poliedrica e brava Laurie Anderson si chiama The heart of a dog.



Il film, che tratta il doloroso tema della perdita, ruota attorno a Lolabella la sua speciale cagnolina, un rat terrier che alla sua morte nel 2011 ha lasciato, nella vita dell’artista, un vuoto immenso.
Ma parla anche della morte della madre e di quella del marito Lou Reed avvenuta nel 2013.

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Il film ha un approccio sperimentale (non ci si poteva aspettare altro!) e mette insieme ricordi dell’infanzia, diari di vita, riflessioni filosofiche evidenziando l’aderenza all’ideologia buddista riguardo alla vita dopo la morte.
Ha i toni della narrazione poetica, ma è anche a tratti spiritoso, in una composizione musicale originale, dove si alternano disegni a mano, immagini, video, e opere d’arte.
Una sorta di collage ipnotico, dove presente e passato si alternano a sogno e realtà. All’inizio un’animazione descrive Lollabelle che viene inserita nella pancia dell’artista e poi partorita per rappresentare la proiezione del senso materno sull’animale e di quanto questo abbia condizionato la vita di Laurie.

In una delle scene più significative, Lollabelle che, vicino all’oceano, viene attaccata dai falchi, ci manifesta il senso del pericolo che può venire dall’alto e ci sposta l’ambito dal privato al sociale per parlare dell’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre del 2001.
Il film è pieno di accorati omaggi ad artisti, scrittori, musicisti e intellettuali che ispirano Laurie nelle sue scelte artistiche.



The heart of dog è stato nominato come miglior documentario nel 2016 all’Independent Spirit Awards, ha partecipato a diversi festival cinematografici tra cui Venezia, Toronto e il New York Festival. Negli Stati Uniti ha riscosso un notevole successo di critica.

Il film è dedicato a Lou Reed, la sua canzone “Turning Time Around” chiude il film.


Nella sua lunga carriera la Anderson si è occupata di musica, teatro, arti visive, performance art e molto altro ancora. Ha pubblicato sette album, sei libri, il suo lavoro visivo è stato in mostra nei musei di tutto il mondo, tra cui il Guggenheim di New York, ed è stata la prima artista ad avere fatto una residenza artistica alla NASA .


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