I pappagalli, amici emotivi

Un giorno mia mamma è uscita sulla terrazza della sua casa, richiamata da uno strano verso di uccello, si è trovata davanti una bellissima sorpresa, un meraviglioso pappagallo verde e blu la stava guardando da sotto il tetto. Non sappiamo da dove sia giunto ma il suo nome ora è Arturo.


I pappagalli sono certamente, tra gli uccelli, gli animali maggiormente adatti ad accompagnarsi all’uomo, stringendo con lui legami di affetto ed amicizia profonda, in virtù della loro spiccata intelligenza e della innata socievolezza e gregarietà. Il pappagallo tuttavia rimane, a dispetto di ogni addomesticamento, un animale per lo più selvatico, con esigenze e caratteristiche del tutto particolari che lo distinguono nettamente da tutti gli altri cosidetti “pet da compagnia”.

La caratteristica etologica più evidente degli psittacidi è il loro ruolo naturale di preda, aspetto questo che determina connotati comportamentali di cui bisogna tenere conto nel momento in cui desideriamo entrare in contatto con queste creature meravigliose: una preda infatti dispone di un bagaglio di istinti auto-protettivi che la portano a trascorrere l’intera esistenza in uno stato di costante allerta, sempre pronta a cogliere qualsiasi segnale di pericolo dal quale sottrarsi immediatamente con la fuga. Ogni pappagallo dunque presenta un sottofondo emotivo di timore nei confronti dell’uomo, che viene percepito come un potenziale predatore, con particolare riferimento alle sue mani.

Un secondo aspetto di cui occorre tenere conto è l’incapacità del pappagallo di riconoscere la gerarchia. In natura le società di psittacidi, animali gregari che solitamente vivono in gruppi più o meno numerosi, non dipendono da un capobranco e non contemplano atteggiamenti di sottomissione di un individuo rispetto ad un altro. Per questa ragione il pappagallo non è predisposto al concetto di “obbedienza”, come la potremmo intendere, ad esempio, rapportandoci con un cane.

I pappagalli tuttavia, come già detto, sono animali gregari e dotati di sviluppatissime capacità di apprendimento sociale, ossia della capacità di imparare osservando gli altri. Ciò si accoppia ad un’intelligenza e capacite cognitive notevolissime, che mettono in grado questi volatili di creare relazioni profonde, di cui hanno un estremo bisogno, in qualunque contesto essi vengano inseriti.

Entrare in contatto emotivo con un pappagallo detenuto in cattività, in un ambiente cioè che presenta caratteristiche del tutto differenti rispetto a quello nel quale la sua specie si è evoluta per milioni di anni, significa dunque non soltanto prendersi cura delle sue esigenze di base (un alloggio confortevole, il cibo), ma diventare per lui una figura di riferimento, che lo aiuti ad esplorare oggetti e situazioni che lui, in quanto preda naturale, percepisce inizialmente sempre come potenzialmente pericolose.

Ciò si traduce in un rapporto educativo con l’animale, che lo metta in condizioni di acquisire le abilità per destreggiarsi autonomamente in un ambiente per lui non naturale, obiettivo questo che non ha nulla a che vedere con l’idea di addestramento, ossia di un condizionamento a ripetere determinati comportamenti a comando.

L’incapacità del pappagallo di sottomettersi alla nostra volontà e di comprendere rimproveri ed imposizioni suggerisce l’utilizzo di una sorta di pedagogia funzionale basata esclusivamente sulla costruzione e sul rinforzo positivo. Il pappagallo va condotto alla scoperta di oggetti e situazioni sempre nuove ed interessanti, facendo leva sull’estrema attenzione che lui sempre rivolge all’ambiente circostante (è una preda!!!) e parimenti sulla sua insaziabile curiosità, che va stimolata ed incoraggiata.

Esistono protocolli piuttosto consolidati di “esercitazioni” in forma di gioco che ò possibile attuare con i pappagalli, il cui scopo iniziale è quello di fargli lentamente superare la paura istintiva che lui ha di noi per poi condurlo all’esplorazione dell’ambiente ed alla gioia di potersi relazionare con un compagno umano che è riuscito a conquistarne la fiducia e l’affetto.

Per approfondire queste tematiche È possibile visitare il sito www.pappagallinelmondo.it