Gatto sacro di Birmania

Chicca, la duchessa, olio su tela 30×30 cm, marzo 2015

In famiglia la chiamano così: la duchessa. Lei sembra sempre che ti guardi dall’alto al basso. E’ un incrocio ma sicuramente nei sui geni ci sono quelli del Gatto sacro di Birmania.

Un gatto birmano è scelto come compagno con cui condividere la propria quotidianità più per il suo carattere che per la sua bellezza. È un gatto dalle eleganti movenze, il suo sguardo è rivolto sempre verso quello dell’uomo con estrema intensità. Accarezzarlo è piacevole per la particolare tessitura serica del pelo. La convivenza crea un rapporto molto stretto col padrone, in casa è una presenza costante ed ha un carattere forte e vitale. È un gran giocherellone anche da adulto, non ama giocare da solo ma con il suo compagno umano.

Il gatto Sacro di Birmania è molto adatto alla compagnia dei bambini. Infatti, pur essendo molto giocherellone, non è mai aggressivo e non si rivolta mai verso gli umani, ma tende a stabilire con loro un rapporto intenso ed a volte esclusivo.

Una particolarità della maggior parte dei maschi di questa razza – per la quale sono stati soprannominati “gentilgatti” – è quella di aspettare, per cibarsi, che eventuali femmine e piccoli abbiano finito di mangiare.

Il gatto birmano non soffre di obesità ed è in grado di autoregolarsi. Una alimentazione sana è costituita da crocchette sempre a disposizione affiancate da una ciotola di acqua fresca e una porzione di cibo umido (carne e/o pesce) mattino e sera. Degli integratori multivitaminici per i cuccioli fino all’anno di età e nei periodi di muta (o di particolare stress) sono consigliati.

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