Bologna: i nuovi vigili dell’inquinamento sono le api

Si tratta di un grande progetto che vede collaborare una multinazionale e una start up, la tedesca Kaeser e la romagnola Beeing. Si chiama Bee-Kaeser e prevede il monitoraggio della qualità dell’aria di 20 località italiane dal Trentino alla Sicilia, la prima è Bologna, sono già lì che svolazzano le api che hanno la loro arnia alle Serre dei Giardini Margherita. A settembre prossimo, docenti e ricercatori della facoltà di Agraria dell’Alma Mater, analizzeranno il miele prodotto nelle arnie bolognesi, alla ricerca di metalli pesanti come piombo, cromo, nichel e cadmio.


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Le api, importantissime per l’impollinazione e quindi per garantire la biodiversità, sono in grado di annusare un fiore a 1,2 km di distanza, ma con l’inquinamento si abbassa a 200-300 metri. Zampettando tra un fiore e l’altro le api si contaminano con moltissime sostanze, per questo sono degli importanti indicatori biologici di inquinamento ambientale.

Sono insetti molto sensibili, tra il 2005 e il 2008, negli Stati Uniti, si è verificata la Sindrome da spopolamento degli Alveari (CCD = Colony Collapse Disorder). Nel 2007 sono scomparse 40 arnie ogni 100. Ma ancora prima, negli anni Settanta per colpa del DDT (sostanza messa al bando nel 1972 in Usa e 6 anni dopo in Italia) le api furono decimate.

Anche Legambiente e Conapi hanno avviato un’iniziativa che collabora con le api: Api e orti, le arnie abitano gli orti urbani dell’area Caab-Fico. Ma ce ne sono anche negli orti cittadini di Milano e Potenza in collaborazione con la facoltà di Scienze agrarie dell’Alma Mater. La scorsa primavera a Parma la qualità dell’aria del quartiere industriale Spip, è stata indagata analogamente, grazie a un progetto del liceo Ulivi a Ugozzolo evidenziando la presenza di polveri sottili dovuta al traffico veicolare e all’attività dell’inceneritore.

Insomma, le api sono nostre grandi alleate per la salvaguardia dell’ambiente, è pensare che hanno una struttura che ha al vertice una femmina. Ma questa è un’altra storia. Non ho ancora ritratto un’ape, ma con questa importante notizia un bel dipinto a olio per onorare questa loro nobile missione glielo devo.


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